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Medichesse tra Calabria e Basilicata

Dovrei essere felicissima. Ho trascorso giorni belli, stupendi. Ho riso così tanto da arrivare spesso alle lacrime (con mascara in caduta libera compreso).
E invece…sono triste. Le mie vacanze sono finite!! Sniff.
Ma andiamo con ordine.

Vacanza del ClubRowenta NON al completo, ovvero: “Le Medichesse (non tutte) fanno ufficialmente una vacanza insieme”

Starring:
Fernanda, alias Fendi Fendi (l’amica di Candy Candy), alias Accidenti Com’è Bella Fernanda
Lucia, alias la Molto Donna, alias Stasera Mi Piaccio Proprio
Maria, alias Spugna, alias Stasera Mi Vesto Casual
Federica, alias Piccola Fefina, alias Dai, Facciamo una Partita a Carte
Beatrice, alias BJ, alias la Paracula (“se qualcuno viene con me e parla al posto mio lo faccio”)
Francesca, alias Cugina di Coco Chanel, alias Io Non mi Sento del tutto Bene

Guest Star:
Licia, alias Cettina, alias Liciolina, alias Avril
Linda alias NDD (devo proprio dirlo a cosa corrisponde?)

Tutto comincia il 13 sera per la sottoscritta e il 14 mattina per le altre quattro.
Ambientazione: la casa al mare a Scalea (Calabria) della famiglia Fortunato, locazione studiata al più per 4 persone, non di certo per 8 scalmanate più rispettivi vestiti e megabagagli.
Colazione con cornetti crema e cioccolato e via in spiaggia.
Da lì è una risata continua, partite a carte e bagni. Veniamo adescate con il tiro al sassolino (evidentemente il must dell’estate per conoscere delle ragazze). La sera usciamo ed è memorabile il mio cattivo umore dovuto al non trovare la mia spazzola in mezzo alla confusione. Fanatica.
Riesco a salire sulla parte alta del letto a castello e finalmente ci addormentiamo, consapevoli del fatto che Linda non è la ragazza seria che vuole far credere, anzi, dall’alto dei suoi tren.. vento.. ok, 24 anni (più o meno) si integra benissimo con la stupidità delle Clubrowentine.
Il secondo giorno si svolge più o meno uguale al primo senonchè ci compriamo delle serie pistole ad acqua e ci esibiamo nella più banale delle regressioni umane: schizzarci perennemente a vicenda. Il pomeriggio andiamo a vedere i tanto sospirati scogli di Fendi e da lì, Mari e la Bea si esibiscono in un triplo salto mortale avvitato carpiato nel mezzo al quale si scambiano anche il costume l’una con l’altra e raccolgono le telline con i denti. Non è vero. Ma è vero che la Bea (la solita Paracula) è capace di dire a Maria “se vai tu e salti prima di me poi forse lo faccio anch’io”.
Venendo via dalla spiaggia, di nuovo reduci dallo sport del tiro al sassolino, ci tuffiamo nella cocomerata del lido accanto e sature di sole e di balli di gruppo torniamo a casa prendendo anche un numero di telefono per contattare un gruppo di baldi giovani desiderosi di accompagnarci a ballare quella sera.
Nel periodo doccia e shampo della giornata, ci fiondiamo a vedere dal vivo una Vera Rissa Napoletana(Maria: “Lucì Lucì qui accanto si menano, corri andiamo a vedere!!”) con tanto di carabinieri, vetri rotti e frasi tipo “Mo t’accido!” e similari.
La sera stessa il gruppo orfano da ormai due giorni della Fra (ma dov’era la Fra? Sembrava avesse ancora fastidi dalla scottatura presa la settimana prima in Spagna) armato di asciugamani e cambi, va alla ricerca di una falò sulla spiaggia al quale aggregarsi.
In mezzo al delirio totale (gente ubriaca che salta nel fuoco per esempio) notiamo un timido e discreto focherello dal quale un ragazzo ci dice di avvicinarci e di scaldarci. Fare come se fossimo a casa nostra insomma. Visto l’andazzo decidiamo di sederci e la serata finisce con noi che facciamo gruppo con 7 diciannovenni guagliuncelli napoletani freschi di maturità, con i quali trascorriamo la serata, facendo il bagno all’una di notte (bellissimo, si vedeva tutto illuminato e riflesso nell’acqua ed era davvero suggestivo), parlando di università, camorra e cantanti neomelodici.
Dopo essere andati a vedere il fantomatico fantasma delle nove croci di Scalea ci separiamo e sazie di un delizioso cornetto delle 4 (voglio far notare che il mio e della Fede era il cornetto Bianco e Nero, cioè Nutella normale e Nutella al cioccolato bianco), andiamo a casa.
Il giorno dopo è il giorno del passaggio Scalea/Paterno (che la Fede ha cominciato a chiamare col suo nome più o meno il penultimo giorno di vacanza, dato che fino a quel momento era “Il paese con la P di Fernanda").
Dopo un estenuante viaggio arriviamo nel ridente paesello di Paterno nella Val d’Agri, in provincia di Potenza. Lì veniamo a conoscenza del resto della famiglia Fortunato, i genitori Maico ed Elisa (che io peraltro conoscevo già) e del fratello, Nuario, soprannominato Diègo per la evidentissima somiglianza con Diego del Posto al Sole (in realtà non è del tutto vero ma andiamo avanti), che tutte immaginavamo più alto.
Dopo la lauta cena ci prepariamo per la serata e andiamo a conoscere ilo gruppo paternese (si dice così?) di Fendi. Non so se leggeranno mai le mie parole quindi eviterò di scrivere “Ammazza discreti gli amici di Fendi” e mi limiterò a dire che erano tutti Davvero Simpatici oltre che muniti di costose macchine, anche a due posti decappottabili. E le ragazze anche moltissimo simpatiche, specie la piccola Agnese che abbiamo visto subito essere la bistrattata del gruppo (per scherzo ovvio). Tornate in sede in nottata, trascorriamo ore travagliate durante cui si scopre che il mio respiro notturno assomiglia vagamente a quello di un camionista sbronzo.
Il giorno seguente è molto casalingo, completato da visita di parenti e mega partita a carte.
Salto in pasticceria per la merenda e serata tra pizzeria e pub col solito enorme gruppo con festeggiamenti alla mezzanotte per il compleanno di Fendi che, commossa, non si aspettava né torta né spumante. Foto su foto (Fendi: “Mi sento proprio Fabrizio Corona”).
Ah, onore al nostro driver della serata , Francesco, che abbiamo deciso essere il più simpatico degli amici di Fendi, nonché il nostro migliore amico. La serata si conclude con camomilla delle 4.
Il giorno dopo già si sente la tristezza imminente della partenza, ma non ci pensiamo.
Tra pranzo di compleanno per la piccola Fendina e pomeriggio in piscina in cui io ho quasi totalmente dormito e le altre si sono esibite in discese con megascivolo, siamo arrivate alla sera.
Invitate al diciottesimo di un’amica di famiglia, eleganti per quanto possibile in quel freddo e reduci da due ore di “io ti presto il coprispalle, tu mi presti la borsa, no Linda, vestita così stai malissimo”, arriviamo noi 5, più le tre sorelle e il fratello Fortunato, oltre che Pamela, fidanzata in carica del suddetto, alla festa. Mangiamo il mangiabile (sempre per farci riconoscere) e balliamo il ballabile consapevoli che “tanto qua non ci conosce nessuno!!”. Facciamo inoltre buttare nella danze il povero Nuario, le cui sorelle dicono di non aver quasi mai visto ballare nella loro vita.
Verso la mezzanotte ci spostiamo per incontrare il gruppone di amici di Fendi Fendi e andiamo tutti a ballare al locale/disco La Romantica. Ci divertiamo tantissimo e la Fede decide che non si fermerà un secondo per tutta la serata e i ragazzi decidono di metterci in imbarazzo facendo gli stupidi e balliamo tantissimo, tutto quello che non abbiamo ballato per ammazzarci di studio st’anno.
Alle 4 e un quarto riescono a schiodarci di lì e andiamo verso la piazza del paese dove tra baci e abbracci con tutti (io nel sonno continuavo a salutare Giusi fino a che questa non mi ha detto anche basta) siamo finite attaccate al braccio di Francesco e abbiamo deciso che avevamo trovato un amico.
A casa di Fendi è tutto finito in camomilla e cialde di Montecatini tra l’isterismo generale, troppe risate e imitazioni l’una dell’altra e battutone di Fendi.
Lucia: “Bea, lo sai che io la notte russo?”
Fendi: “Pensa, io ucraino!”
E con questa vi ho detto tutto, ma proprio tutto sulla stupidità di questo gruppo (orfano ovviamente ancora della Fra che era già andata a dormire).
Dopo aver deciso che ci svenderemmo volentieri barattando i nostri amici con gli amici di Fendi (chissà come mai), siamo andate a finir di chiudere valigie e fare una partita a Scala Quaranta.
Alle 6 del mattino guardando dalle persiane vedo che è quasi giorno.
È una bellissima conclusione alla nostra vacanza e io, Mari e la Fede facciamo altre foto.
Alle 6 e un quarto andiamo finalmente a letto, per svegliarci poi alle 9 e un quarto.
Non sto a dirvi come stavo il giorno dopo durante il viaggio per Firenze.

Ovviamente sembrerà superfluo aggiungere quanto questa settimana sia stata perfetta. Ma ci tengo a ripeterlo, perché voglio proprio che mi rimanga dentro la capacità di poter ancora toccare ogni sensazione, ogni singola risata fino ad avere il batticuore, ogni 5 che ci siamo passate con Mari nel prendere in giro qualcuno, ogni attimo in cui non ho davvero pensato a niente se non al momento che stavo vivendo.
Non so quando risuccederà, ma per il momento continuerò a guardarmi le foto pensando che non poteva essere più bella e più divertente e…più Vostra.
Sono troppo contenta che facciate parte della mia vita.

Vi voglio bene, tanto, tantissimo.


Luci. (= Molto Donna, Camionista, Stasera mi piaccio proprio).

E scusate se ho omesso o scordato di scrivere qualcosa, ma se era più lungo di altro rigo, questo post non lo leggeva nessuno a parte voi, care Clubrowente!

MI ERO SCORDATA UNA COSA!!!!!
Nei giorni a Scalea, per fumare il narghilè comprato per Fendi a Granada, abbiamo bruciato ben 2 tovaglie!!!
non potevo non dirlo, ci scusi tanto mamma Elisa!

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ciao lucia, sono la tua coscienza...
Come osi BARATTARE tanto divertimento, tante cure, tanto amore dei tuoi migliori amici fiorentini per le biposto di un paio di paternesi?!
Ah, questa gioventù che non ha più fiducia dei sentimenti affettuosi...

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Sig sig, anche le miei vacanzesono finite, ieri sera sono riatterrato in Italia... Oggi per la prima volta dopo una settimana riprenderò in mano il Robbins, che tristezza! Ciao ciao

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  • I'm Luci
  • From firenze, Italy
  • Parlo sempre troppo, sono un'indecisa nata, amo divertirmi con le amiche e dire tutte le idiozie possibili, ma amo anche la facoltà che frequento...medicina. Sono mille persone in una sola, ma lo sa solo chi mi conosce veramente. Il mio sogno è di diventare un buon medico, capace di fare qualcosa di concreto per gli altri; avere almeno tre figli (Tutti con la E)!! poi magari se riesco anche a girare il mondo...
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