martedì, aprile 25, 2006

The day after

Se non avete voglia non leggete. Perchè preparatevi, sarà un post moooolto lungo. Questo post racconta del modo in cui alcune ragazze educate e politically correct (viste da fuori) diventino delle alcoliste sbandate e dissolute....ok, dissolute se solo avessero avuto un uomo a disposizione, ma purtroppo c'era solo il poster di Scamarcio!

Sono stanca. Ho male alle gambe, al collo, alla schiena, ho lividi dappertutto.
Ho trascorso le ultime 6 ore a spazzolare, strofinare, risciacquare, asciugare, spazzare, spostare mobili, IGIENIZZARE TUTTO. La mia casa sembra immersa nella Candeggina.
Ci sono ancora due piani a metà da fare però "non rimandare ad oggi quello che puoi fare domani"....ops cioè il contrario...domani, oggi....ok, sono ancora sotto effetto alcool nonostante sia tutto il giorno che dico di stare bene, nonostante abbia preso già tre caffè, nonostante che mentre tornavo dalla stazione di Prato per portare Carlott al treno abbia sbagliato strada e sia finita sulla Perfetti-Ricasoli e ci abbia messo il doppio del tempo per tornare a casa, non capendo che quei numeri che confondevo l'uno con l'altro appartenevano alle targhe delle macchine davanti alla mia.
Sto male.
Adesso, dopo aver fatto quasi tutto posso ammettere che sto male.
Questo è il racconto di una giornata mai finita, che è proseguita direttamente col giorno dopo.

Tutto è cominciato alle tre di ieri, quando io e Carlott arrivate all'Ipercoop abbiamo trovato quattro esaltate con due carrelli, uno delle cose sfigate (piatti, bicchieri, ecc), l'altro delle cose fashion (alcool e schifezze). Maria, Fernanda, Virginia e Francesca correvano forsennate da un corridoio all'altro, comprando cibo per un esercito e rum, gin, Lemon soda, Coca-cola, vino Ronco, birra, Martini, e un sacco di altre bottiglie di non so cosa. Abbiamo speso 109 euro di tutto ciò, di cui sono da ricordare un pacco da 1 Kg di noccioline (Aaaaaaargh che sono tuttora dovunque nella mia cucina) e i burritos da fare per merenda per noi.
Arriviamo a casa mia e là comincia un circo senza fine, con:
- Virgi e Maria che fanno la sangria di cui se ne bevono almeno la metà mentre la stanno facendo (per assaggiare...), mentre prendono rimasugli di cibo di qua e di là (perchè mica si può assaggiare a stomaco vuoto, eh!)
- io che stendo pasta sfoglia per tre ore (vi basti sapere che sono stati consumati ben 5 rotoli) mentre dò ordini inconcludenti a chiunque e urlo ogni due "Ho le cose in forno!!"
- la Fra in pigiama che riempie km di schiacciata con lo stracchino che va da tutte le parti
- Carlott che va su e giù per le scale tra un frigorifero ed un altro
- Fernanda che canta Anna Tatangelo mentre ogni trenta secondi fa "Ma vi posso aiutare? Ma posso fare qualcosa? Ma ti posso tagliare la carta forno? Beh, mò basta mangiare che divento una palla".
Il risultato di tutto ciò è una ridarella dilagante tra "VIRGI & MARY-SOCIETA' A DELINQUERE, SIAMO QUA PER FARE LE CRETINE", brille già alle cinque del pomeriggio;
io che se vedo ancora pasta sfoglia mi taglio le vene, la Fra e Carlott attaccate al lavandino a lavare teglie. (Tralascio la descrizione dettagliata di quando è andata via la corrente perchè avevamo tre forni accesi, lo stereo a tutto volume e mille luci).
Alle sei le passano i burritos (tanto per mangiare qualcosa) e poi le sfogliette con la nutella, tanto che Maria ha il coraggio di dire "Beh, ora mi sono messa il fermino!".
Arriva così il momento di prepararsi e tra piastre ed ombretti si fanno le otto e mezza, ora in cui precisissimi, arrivano gli altri.
Tutto comincia bene. Chiacchiere, cibo, noccioline che volano dovunque (Maledizioneee!!!) e .....sangria a volontà.
Tanta sangria. Troppa sangria.
Capisco che qualcosa comincia a non andare quando Maria mischia la sangria con la birra e chiede con fare sorpreso "Ma coooooome? Non vi piace?".
Si sparecchia e tra canzoni anni '80-'90 si comincia col limbo, finchè qualcuno non chiede "Facciamo un gioco?".
Da lì, il degenero.

Tre ore per decidere che gioco fare, tenendo come punto fermo una bottiglia di gin ed una di Lemon Soda in mezzo al tavolo. Io so solo che tra "La rana salta nel lago splash splash" e "Tre limoni, mezzo limone ecc" mi tocca bere due volte. Con il cheese cake arriva anche lo spumante e la cantilena simpaticissima "Chi è nato a luglio si alzi si alzi ecc" dove bisogna bere d'un fiato.
Ho immagini di Andrea attaccato alla bottiglia per l'ultima goccia di gin, Virgi che dice "Ci apriamo una Corona?" e poi......il vuoto.

Mi hanno detto (e un po' ricordo) che siamo andati tutti sulle scale fuori, so che ho cominciato a dire cose senza senso, che ho informato tutti di come deve per me baciare un uomo, so di aver detto ad Andre e Peppe che proprio non mi.. piacciono, che io e Carlott abbiamo ballato la lap-dance col palo della scopa.
C'è stato chi ha vomitato e per fortuna il nostro angelo Paolino si è occupato di loro salvando il mio bagno.
Mi sono ritrovata sul divano accanto al mio fratellino Andre mentre continuavamo a dirci "Ma quanto ti voglio bene!" e che chiedevo a chiunque passava "Ma tu mi vuoi bene?".
Fernanda e Carlott si sono scolate il vino Ronco, Virgi e Tommaso ci hanno dato sotto con birra, rum e coca.
Sara continuava a dire "Mi gira la testa!".
Appena passavo Fernanda mi faceva "Dai Lu, brinda con noi!" e bevevo altro vino.
Dopo aver brindato anche a Bernardo Provenzano, Anna Falchi e Ricucci....finalmente è arrivato il momento tranquillità. Io finalmente consapevole che tutti mi volevano bene (continuandolo a chiedere fino a che Maria mi ha detto "Lucia smetti di rompere i coglioni, ti vogliamo bene! E basta") ho bevuto il caffè.La Fra aveva finito di lavare i piatti e come al solito in braccio a Paolino chiacchieravano, le donne-vomito (non faccio nomi) erano dormienti sul divano, e così anche il trio Carlott-Andre-Fern. Io, la Sara, Peppe Tommaso, Maria e Virgi ci siamo ascoltati un cd aspettando che passasse la sbornia e verso le tre ognuno ha preso la strada di casa.

Ma non è finita.

Le quattro dell'Ipercoop sono rimaste accampate a casa mia e verso le cinque e mezza-sei, siamo andate a dormire, dopo varie altre chiacchiere. Dormire?Solo Fernanda e Carlott!
Alle otto Maria apre la porta della mia camera e fa "Lu...io vedo i mostri". Virginia mi chiede (testuali parole) "Lu, come si toglie 'sto cazzo d'allarme? Dobbiamo prendere aria".
Sono scesa e le ho trovate a respirare a boccate l'aria delle otto del mattino con Maria che continuava a vedere mostri perchè finalmente il suo stomaco aveva dato segni di cedimento.
Dopo un'altra ora di sonno sono scesa a trovarle e sono stata informata di esser stata scambiata tre o quattro volte per l'attaccapanni e che stavano davvero male.
Allora la frase "Ci guardiamo Robin Hood?" ha fatto effetto e siamo così arrivate fino alle 10 e trenta, ora in cui ho avuto davvero fame ed abbiamo deciso di fare colazione.
Il bello è che loro sono state capaci di mangiarsi la leggerissima c'oppa Malù senza battere ciglio. Dopodichè Maria ci ha informate che il suo burritos era tornato a trovarla.

Tutto il resto è "The day after". Dalla fine della colazione in poi abbiamo fatto in modo di far tornare la casa presentabile (vedi sopra, spazzolare ecc) ed io per togliere il nero dal pavimento della cucina ho dovuto passare quattro volte il cencio, con intervalli di spazzaggio.

Ho un sonno che muoio e tanto per dire..ho di nuovo fame. Però avverto un leggero bruciore di stomaco. Che sarà stato?

Il 13 maggio speriamo di replicare a casa di Maria. Senza alcool però! (Ah ah ah ah)

Comunque...è stato un piacere!
Credo di aver riasunto bene, se poi dovesse mancare qualcosa, il resto della famiglia aggiunga pure!

Ps: Laura....ci sei mancata. Anche tu Ann!un bacio.

mercoledì, aprile 19, 2006

voglia di...

Dal sito di Federico Moccia, per chi non lo conoscesse l'autore di "3msc" e "Ho voglia di te".
Ha scritto qualcosa di così bello che mi è venuta voglia di farvelo leggere.


"[...] mare, sole e un libro da leggere. E magari dei pensieri da fare... Tanti. Che quasi non si contano. Che non lo posso neanche dire per quanto sono pazzi. Che uno non ci capisce più niente. Tipo... Ecco. Voglia di sognare. Voglia di innamorarsi. Voglia di andare a correre. Voglia di mangiare tutto il giorno solo frutta. Voglia di fare un pensiero assurdo. Voglia di dimenticare. Voglia di non riuscire a dimenticare... Voglia di andare in bicicletta. Voglia di non avere fretta. Voglia di mettersi a guardare il mare, incantarsi e pensare... Voglia di crederci un sacco. Voglia di faticare su un gioco assurdo e poi quando quasi non ci credi più... risolverlo! Voglia di ridere con gli amici. Voglia di mangiare da morire e poi dire: "Mamma mia quanto ho mangiato!" Voglia di una passeggiata in riva al mare, dove incontri un amico e dici: "Ma dai! Anche tu qui!" E poi... Voglia di aprire le uova. Voglia di mangiare tanto cioccolato. Voglia di prendere un caffè o un tè... Voglia di guardare le stelle. Voglia di esprimere un desiderio. Voglia che si realizzi... Voglia di te."

Un abbraccio ed un bacio a chi legge per la prima volta il mio blog. E chi è ormai un visitatore abituale.
Grazie.

sabato, aprile 15, 2006

leggiadria primaverile

Pasqua. Inesorabilmente l'anno rimane scandito da giornate piene di cibo: Natale, Pasqua, Compleanno di.., Ferragosto, ecc ecc. Cercheremo di sopravvivere. Per fortuna Lauretta viene a darmi man forte!
Ho aperto un post però non so che scrivere. Giuro! Vorrei dire talmente tante cose che non so da dove cominciare!

Elezioni passate. Avete visto? Non ne ho parlato. Non ne ho parlato sul blog e neppure con chi mi chiede "allora? contenta della vittoria?".
Non ne parlo perchè devo ancora riprendermi.
Io che come un tonno ho creduto che l'epoca di quel cafone arricchito fosse finalmente terminata. Mi sbagliavo ragazzi, eccome se mi sbagliavo! ed in termini sociologici e culturali (per quel poco che mi è concesso) forse c'è da dire che la gente ha ancora bisogno di lui. Vuole ancora vedere questa figura forte e ammiccante a loro rappresentanza. Una parte dell'Italia che in realtà non ha interesse a vedere un politico "serio" ma ha più voglia di vedere quello che si mostra con la bandana, quello che fa le corna, che si permette di dire coglioni in pubblico. Fermi fermi. date un senso alle mie parole. In questo momento, non ne parlo con l'intenzione di offendere (l'ultima offesa si è fermata alla riga di "cafone arricchito", opinione personale, tutto il resto è invece un dato di fatto).

Quello che sto cercando di dire è che il Fenomeno-Berlusca sarà per anni studiato da storici e politologi.
Perchè è indubbiamente un caso più unico che raro!
C'è questa parte di popolazione che probabilmente, votandolo per tutti questi anni, lo ha visto come veramente quello che poteva dare un po' di benefici anche a loro, un pezzetto di villa in Sardegna, un posto di lavoro al figlio. Qualcuno che potesse rappresentare quel vicino di casa così ricco ma nonostante tutto simpatico, che viene al tua barbecue della domenica e ti canta anche una bella canzone napoletana.
Vuoi o non vuoi, quest'uomo rimarrà un'icona di questo periodo, di questi venti anni in cui la società si è profondamente trasformata.

Questi spunti di riflessione me li ha dati la trasmissione di ieri sera, che ormai guardo tutti i venerdì su La7, "Le Invasioni Barbariche", attualità, costume, politica e interviste divertenti, E innegabilmente Daria Bignardi è bravissima. Guardatelo se vi capita perchè è troppo bello.
(Tra l'altro ieri sera un tale Massimo Rebecchi, giornalista, mi ha colpita dritta al cuore, perchè l'ho trovato preparato e affascinante!).

Passando ad argomenti più leggiadri, si avvicina il 24 aprile, giorno che resterà memorabile tra le ubriacature del secolo.......tutti parlano di questo!Ed ho scoperto che forse ci sarà anche la mia Carlottina in quei tre giorni...amore! Non vedo l'ora!
Si avvicina il primo Maggio. Spero solo che sia bel tempo. Te prego.
E poi?

Ah. Io e Maria lanciamo ufficialmente un appello dal mio blog. So che certi argomenti non andrebbero mai presi sul ridere. Ci sono cose che non si possono comprare (per tutto il resto c'è Mastercard!.....ok non era qua che volevo arrivare). Tra le cose che non si possono comprare c'è il successo. E' per questo che poniamo a voi, navigatori provetti, informati di musica, una domanda:

Chi è ALBERTO FORTIS???


Perchè si trova a Music Farm insieme a Ivana Spagna e Massimo Di Cataldo, che pur non avando scritto canzoni decenti, almeno sappiamo chi cacchio sono, mentre Alberto Fortis, più ci arrovelliamo il cervello e meno sappiamo identificarlo? Tutti i giovani non lo conoscono. I vecchi (mia madre) ti fanno "Ah si, Alberto Fortis! Canzoni? Bah, non lo so mica che canzoni ha fatto!".

E allora noi ci affidiamo a voi, amici de web. Fate in modo che quest'uomo acquisti un po' di dignità e possa diventare il Giggi D'Alessio del 2006, anche se in tarda età.

Un bacio, Luci. (Pupo, nel caso in cui dovessi passare dal mio blog, sappi che non ti ho tradito. ma mica puoi essere solo tu il cantante del mio cuore!)

Volevo aggiungere due cose:(chi ha già scritto commenti mi odierà!)

numero 1: sto raccogliendo opinioni in merito, sul far diventare la signora Franca Ciampi la futura presidentessa della Repubblica (carica che può assumere qualunque cittadino italiano abbia superato i 55 mi sembra). Mitica donna, che ha avuto una vita che non vi immaginereste nemmeno. Per cominciare vi basti sapere che è laureata con lode alla Normale di Pisa. Ritorno sull'argomento, anche qui, non vi preoccupate!!

numero 2: la frase del giorno l'ha detta Veronika dai suoi centri dimagranti DIETO'
"Grasso accumulato? Ma và a morì ammazzato, tiè"
con inequivocabile gesto di Veronika.

(che per chi non la conoscesse è interpretata dalla strepitosa Lucia Ocone, fino all'anno scorso con i Gialappi, da qust'anno a Quelli che il Calcio).
Si inserisce alla perfezione nelle tipiche pratiche leggiadre primaverili per raggiungere il peso forma (anticellulitici, Tesmed, mangiar poco la sera, bere molta acqua, fare sport..............e mille altre). ........che tanto non importa perchè come arrivi arrivi, quando ti guardi in costume la prima volta ti odi comunque!

venerdì, aprile 07, 2006

articolo dalla lacrima facile

A questo punto, rispondere nei commenti all'articolo precedente, CHE VI CONSIGLIO CALDAMENTE DI LEGGERE, oppure scrivere un altro post?
Tentazione irresistibile: il post (soprattutto per evitare di tornare sopra alle vie efferenti del SNC).
Tutta la rabbia di ieri sera mi è passata. Dopo aver ardentemente desiderato di incontrare qualcuno di Forza Italia per insultarlo, valida alternativa all'andare a rincorrere la Z'occ con una pala ed una motosega, ci ho dormito sopra, sapendo che passare del tempo da sola mi avrebbe calmata.
Così, la prospettiva di trascorrere un paio d'ore in totale tranquillità, immersa nello studio dell'anatomia, accarezzata da questo invitante vento primaverile e abbagliata da un po' di sole, mi è sembrata l'ideale.
Io e me stessa, nell'aula della biblioteca che in questo anno e mezzo mi ha vista cambiare.
Alla fine mi sono sentita meglio.
Sono stata agguantata da una tale serenità che quando la Z'occ è entrata nell'aula mi è venuto da sorridere.
Per come si presenta, per come si comporta, per il tipo di donna che sembra da fuori. Che poi io la insulto e tutto il resto ma magari è la persona più dolce ed intelligente del mondo.
Sorridevo perchè pensavo a me. Io, così timida, imbarazzata, entusiasta nello scoprire i lati belli delle persone. Io che mi sottovaluto, che "non mi vedo". Io che sorrido, che rido, che mi emoziono. Io che sono lunatica, metereopatica, che mi abbatto per un'espressione e mi rallegro di un venticello.
Poi ho pensato a tutto quello che rende la mia vita così bella e affascinante. Al libro di anatomia aperto davanti a me, ai miei che mi guardano con gli occhi "innamorati", convinti che posso ottenere qualsiasi cosa.
All'ora e mezza trascorsa al telefono con una certa Carlotta-Cicci Pupina, che due ore di treno tengono così lontana da me.
Al messaggio della Marty, che non può vivere senza di me. Alla Sissi che mi vuole testimone, a queste splendide ragazze future medichesse che ogni giorno riempiono la mia vita di sorrisi, sguardi, incoraggiamenti, che non mi fanno Mai sentire sola.
A che altro? A mio cugino che guarda già a sinistra nonostante abbia due mesi.
A me.
Già perchè alla fine sono
io che mi rendo la vita Splendida.
Ho talmente tanto da dire e da fare nel mondo che non me la posso certo prendere per una Z'occ e per un M'. O per nessun altro.

Scusate il tipo di articolo lacrimoso ma avevo bisogno di dedicarmi qualcosa. Solo per oggi. Poi torno a parlare di politica e calcio, come faccio sempre.

mercoledì, aprile 05, 2006

noi, branco di coglioni

SE VI STUFATE A LEGGERLO TUTTO, VI PREGO ALMENO DI LEGGERE LE PARTI IN ROSSO. QUELLE MERITANO.

da "La Repubblica" del 5 aprile 2006
L'invettiva di Vicenza e l'insulto al ragazzo di Genova

Prologo dell'escalation contro Prodi e la sinistra
"Dal galateo alla parolaccia
la deriva del Cavalier mi consenta"
di FILIPPO CECCARELLI

MI CONSENTA diceva un tempo il presidente Berlusconi: e si poteva cogliere un che di lezioso, in quella poi celebre formula, ma anche il principio della buona educazione. Ecco: dal "mi consenta" del 1994 ai "coglioni" di ieri si consuma l'avventura, pure lessicale, del berlusconismo. Il Cavaliere, semplicemente, non poteva trattenersi dal dirlo. Gli succede sempre più spesso. Sui bambini bolliti dai cinesi, ha poi ammesso: "Non potevo fermarmi".

A Vicenza, dopo lo sfogo contro gli industriali e Della Valle, si è indicato il gozzo e ha detto: "Ce l'avevo qui". Nel secondo duello, toccato da una battuta di Prodi, se n'è uscito: "Faccio fatica a trattenermi". Due settimane fa, a Genova, un ragazzo l'ha contestato per strada, urlandogli contro qualcosa su Mangano, lo stalliere. A quel punto il presidente del Consiglio s'è fermato: "Tu non ti puoi permettere". E guardandolo negli occhi, a muso duro: "Tu sei un coglione!".

Ora, ai politici - a tutti i politici - dà sempre un grande sollievo poter dire, dopo qualche insulto: "Quando ci vuole, ci vuole", con le dovute varianti dialettali. È comunque un'espressione, questa, che li fa sentire caldi, spontanei e perfino umani, perché a tutti in fondo scappa la parolaccia, e loro sono "come tutti".

Ma in Berlusconi il passaggio dall'affettazione alla volgarità, da un linguaggio sostanzialmente perbenista e mirato a conquistare la simpatia e l'affetto del pubblico, ecco, questo cambiamento non solo è evidente, ma indica qualcosa di indicibile, l'indizio, il segno o la rivelazione che il Cavaliere sta perdendo ciò che è più importante in politica: la grammatica del rispetto.

Poi, come spesso accade - e a lui sempre più spesso - il tentativo di aggiustamento della gaffe l'ha in verità aggravata e rivendicata. Prima quando ha detto sul palco: "Scusate il linguaggio rozzo, ma efficace". Quindi all'uscita: "Era un'ironia" - povero Socrate. O addirittura: "Era un modo affettuoso". E infatti: "L'ho detto con il sorriso sulle labbra". Magari per smentire l'ultima copertina di Newsweek dove campeggia un Berlusconi immusonito, molto Caimano, e la scritta, appunto, che pone l'interrogativo: "Why Silvio isn't smiling".

Ecco. A pensarci bene, a rivedere alla moviola "la scena dei coglioni", è proprio il modo inconsapevolmente livido con cui il premier ha pronunciato quel termine che mette a nudo la rottura dei suoi stessi codici linguistici. È la mancanza di sorriso che chiama l'insulto basso e villano, il disprezzo triviale che Berlusconi sembra aver mutuato dai suoi peggiori nemici, quegli stessi di cui si dichiara vittima da oltre dieci anni.

Non è più la barzelletta pesante, o il complimento grossolano su gambe di congressiste, tette e ombelichi di croniste. È una metamorfosi al tempo stesso evoluta e regressiva che spinge questo ricco e potente uomo di governo a dire, ma anche a fare cose sempre più strane. Piccoli grandi incendi personali appiccati nel pagliaio dell'immaginazione collettiva.

Spostamenti mentali, paesaggi onirici. Il voto di castità elettorale offerto a un sacerdote sardo, e poi sconfessato. La telefonata propagandistica notturna alle operatrici delle hot-line (sei su otto si sono dichiarate ammiratrici di Berlusconi, le altre due non interessate alla politica). L'agghiacciante scenetta improvvisata durante la visita di una scolaresca a Palazzo Chigi, così descritta l'altro giorno da un piccolo testimone: "Secondo lui tutte le ragazze sopra i 23 anni nel mondo dello spettacolo si rifanno, e mentre lo diceva ha messo le mani sul petto facendo finta di sollevarsi i seni". Un presidente del Consiglio. Un uomo di quasi settant'anni.

Così ieri sera l'agenzia Ansa metteva in rete un ameno e dotto dispaccio dal titolo: "Gli "attributi" della politica, da Cicerone a Berlusconi". Sottotitolo: "Un filo rosso tra l'antico "coleus" e il "coglione" di oggi". E allora nelle redazioni politiche si rideva, si scherzava, si ricostruiva il passato compulsando archivi e banche dati, certo con scrupolo degno di miglior causa.

Per cui sì, certo, ci mancherebbe: non è la prima volta che il Cavaliere pronuncia quella parola lì. Già nel 1994 telefonò a Maroni per dirgli: "Allora, è ufficiale: quello lì - e qua c'era il nome di un esponente referendario allora assai in voga - è un coglione". Così come l'anno seguente, intercettato una notte in un piano bar di Cernobbio, sempre il Cavaliere qualificò di coglione un futuro vicepresidente del Consiglio del Pds, o Ds, o come si chiamava allora quel partito.

Poi fece marcia indietro: "Si dice per dire. Se quello fosse davvero un coglione non sarebbe dov'è". E così via, secondo la più celebrata competenza comunicativa.
Ma allora Berlusconi era un uomo e un politico molto, ma molto più spensierato di oggi. Non era Sgarbi, né Borghezio. E se proprio doveva dare del coglione a qualcuno, e non a decine di milioni di italiani, lasciava germogliare l'offesa in campo per così dire informale, o privato. Oggi invece quella parola, "coglioni", quella squisitezza di massa, fermenta nel mezzo del discorso pubblico, segno di cruda vitalità e disperata degradazione.

(5 aprile 2006)


VERAMENTE. IO CI HO PROVATO AD EVITARE COMMENTI POLITICI PRIMA DELLE ELEZIONI. MA BERLUSCONI ME LE TIRA PROPRIO FUORI CON LA FORZA!!!! E QUESTO ARTICOLO DI CECCARELLI ESPRIME TUTTO QUELLO CHE VOLEVO DIRE.

UN ABBRACCIO A CASINI, CHE A BALLARO' IERI SERA MI HA FATTO SIMPATIA:
"Possibile che io sia l'unico cretino in questo studio che non riesce a dire una parola??"

Tanti baci a tutti i coglioni. Come noi. E chi è fiero di esserlo.
.....e scusate la volgarità di questo titolo, di questo finale e di questa pagina. Ma non è colpa mia, è colpa del presidente del consiglio.

About me

  • I'm Luci
  • From firenze, Italy
  • Parlo sempre troppo, sono un'indecisa nata, amo divertirmi con le amiche e dire tutte le idiozie possibili, ma amo anche la facoltà che frequento...medicina. Sono mille persone in una sola, ma lo sa solo chi mi conosce veramente. Il mio sogno è di diventare un buon medico, capace di fare qualcosa di concreto per gli altri; avere almeno tre figli (Tutti con la E)!! poi magari se riesco anche a girare il mondo...
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